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Eventi 2014

Venerdì e Sabato 21 e 22 novembre 2014 - Auditorium - Scampia - Napoli (viale della Resistenza, Comparto 12)

Venerdì e Sabato 21 e 22 novembre 2014 in occazione delle manifestazione NativaAmeriNapoli, progetto artisitco di Enzo Decaro, sarà presente Gilbert Douvile (Lakota/Sicangu) e la nostra associazione. Per tutta la durata saranno allestiti i tipi, la mostra di dipinti olio su tela e una nuova mostra fotografica di volti Nativi con i quali abbiamo avuto l'onore di collaborare.

La conferenza con Gilbert Douville è prevista alle ore 11.00 - venerdì 21 novembre, Gilbert sarà presente tutti e due i giorni per rispondere alle vs domande e curiosità.

gilbert P. Douville Lakota Sioux

Sabato 22 novembre alle ore 11.00 avremo il piacere di rincontrare il poeta Lance Henson (Cheyenne/Tsitsistas)

articolo di PAOLO DE LUCA (vedi l'originale)

Dalle Black Hills a Napoli. E' interamente dedicata alla vita, le tradizioni, la musica e la filosofia degli Indiani d'America la quattro giorni di Scampia (nell'Auditorium di viale della Resistenza), dal 20 al 23 novembre, di mostre incontri e dibattiti di "NativAmeriNapoli". Il progetto rientra negli appuntamenti del Forum Universale della Culture ed è ideato e curato da Enzo Decaro.

Non è raro per l'attore e regista, laureato in Lettere moderne, dedicarsi allo studio e l'approfondimento altre culture. Proprio come quella dei Nativi americani, dagli usi così profondi, antichi, in parte ancora sconosciuti a noi europei.

La rassegna inizia il 20 novembre, con una serie di allestimenti e mostre visitabili per tutta la durata dell'evento. Si comincia con "Spiriti nativi", esposizione di sculture e opere di Maria Scognamiglio, per poi proseguire con "I popoli della prateria", scatti d'autore a cura dell'associazione Mita Kuye Oyasin (il cui nome riprende il verso di un'antica preghiera Lakota, il cui significato è "tutto è connesso") ed "Il popolo delle stele", con lavori di visual art di  Paola Harrys.

Il pubblico potrà assistere anche alla realizzazione, passo dopo passo, di un "Totem tra terra e cielo", dello scultore Patrizio Zona . Venerdì 21 alle 11 si terrà un incontro con Gilbert Douville, Lakota-Sioux nato in South Dakota ed ex direttore del dipartimento della Cultura Indiana della scuola pubblica di Lincoln in Nebraska.  Protagonista della conferenza alle 17.30 sarà Enzo Braschi. Forse non tutti sanno che il celebre attore e comico genovese sia anche uno scrittore affermato, laureato in Filosofia con una tesi sulla spiritualità dei Nativi americani nelle Grandi Pianure. Braschi presenterà il suo libro "La Conoscenza Segreta degli Indiani d'America" (Verdechiaro edizioni). Spazio alla musica, a partire dalle 21, con lo spettacolo-concerto "Tamburi nella notte". Sul palco, Enzo Decaro, Antonio Onorato e Vincenzo Bavuso, porteranno in scena "Basilakòta", tra musica e poesia nelle tradizioni  dei nativi americani e della Mater Lucania.

Seguirà "Con fu suoni" , contaminazioni musicali vicine di popoli lontani, con Tony Esposito e la sua band, Marcello Colasurdo ed il messicano Luis Morales. Sabato 22, alle 11, sarà la volta di Lance Henson, poeta Cheyenne che scrive in lingua inglese e militante dell'"American Indian Movement", organizzazione che si batte per la salvaguardia dei diritti umani e della terra dei popoli indigeni. Alle 17.30, lo scrittore Paolo Bianco presenterà il suo volume "Dio Aquila Tuono" (Universitalia) e alle 21 si ripeterà la formula di spettacolo concerto, con due appuntamenti in scaletta. Il primo, "Chet c'è", con Enzo Decaro e l'Antonio

Onorato Quartet propone in viaggio nel mondo e nella musica di Chet Baker (anche lui nativo americano). Il secondo, intitolato "Nativo a metà" è un omaggio a Mario Musella (l'indimenticato musicista scomparso nel 1979, che nacque da madre napoletana e padre pellerossa), con Enzo Gragnaniello, Franco Del Prete e Peppe Lanzetta. Ultimo appuntamento, domenica 23, ancora alle 11, con preghiere per la pace e danze native, assieme a Moustapha Mbengue e Thierry Valentini.

recensione di Valeria Saggese clicca qui

 

 

Domenica 26 ottobre 2014 - Palazzo di Vetro – Piazza Felice Orsi - 55016 PORCARI (LU)

Edward Bryant - Tsimshian Domenica 26 ottobre 2014, in occasione della mostra presso il palazzo di Vetro - Porcari/Lucca organizzata dalla fondazione Lazzareschi, sarà presente l'artista e scultore della nazione Tsimshian (British Columbia/Canada) Edward Bryant.
Durante la giornata Edward farà le dimostrazioni di scultura, di danze tradizionali del popolo Tsimshian e vi parlarà della sua cultura. 

LA MOSTRA

La rassegna sarà suddivisa in tre settori nei quali sarà ricostruita, in un’ottica didattico - educativa, la vita dei Cercatori d'oro, dei Pionieri, dei Nativi, dei Cow Boy, con accenni storiografici alla Guerra di Secessione e agli altri celebri episodi storici che costellarono il periodo di riferimento.

 

 

Il primo settore dell’esposizione sarà dedicato ai cercatori d'oro con la ricostruzione dell'entrata di 
una vecchia miniera - grazie alla partecipazione del museo della Bessa, della Valle Elvo e Serra di 
Biella - dove si estraeva il prezioso minerale nella famosa corsa all'oro. Attrezzi, padelle (dette 
“batea”) e piccozze faranno da contorno alla “culla di legno”, particolare attrezzo che separava i 
detriti dalla polvere dorata, e illustreranno il lavoro dei cacciatori di pepite. Procedendo nella visita 
incontriamo i Pionieri, molti dei quali europei, con i primi carri dai bianchi teloni di stoffa
rattoppata che attraverso il passo di Cuberland nei monti Appalachi,
arrivarono alle pianure del West, miraggio di una terra promessa.
Dalle grandi pianure alla caccia al bisonte, con gli oggetti provenienti dalla grande raccolta di
Wanny di Filippo (Palazzo Corsini di Firenze) ed ispirati dal gigantesco re delle verdi
pianure del West. Ai Nativi d'America, sono invece dedicate alcune vetrine nelle quali trovano
spazio i reperti originali raccolti dal collezionista Sergio Susani: il vestiario, i monili,
gli armamenti da combattimento fino alle pipe in “catlinite” che prendono il nome
dallo scopritore della montagna sacra George Catlin.
Di grande rilievo la raccolta proveniente dal Museo di Antropologia dell'Università di Firenze:
la borsa medicina, l'arco, le frecce e la faretra appartenute addirittura a Toro Seduto. 
Il secondo settore della mostra è dedicato alle ricostruzioni, con plastici e diorami, di spaccati di 
vita del West e dell'uomo bianco. Tra i pezzi più significativi la famosa macchina da scrivere 
originale “Amond“, che prende il nome dal suo inventore e che fu adoperata per i dispacci 
durante le guerre di secessione americane fra nordisti e sudisti. Ancora, le ricostruzioni della 
ferrovia, dei villaggi West dalle caratteristiche costruzioni multicolori in legno, con le diligenze e i 
carri, scene di sparatorie che prendono vita accanto a fucili, pistole, stelle da sceriffo, tende 
indiane, cappelli, speroni, cinturoni in cuoio. 
Il terzo settore è infine dedicato al “West di carta” e dei fumetti e a quello cinematografico. Dalle 
pagine del Corrierino dei Piccoli con i soldatini da ritagliare, ai fumetti creati dalle abili matite dei 
disegnatori della Casa Bonelli di Milano. Da Ticci a Calegari, a Galep fino ai nostri giorni con la 
mostra nella mostra, “I Pionieri“ sceneggiata da Mauro Boselli e disegnata da Andrea Venturi. 

Una piccola sezione sarà invece dedicata al West reso celebre sul piccolo schermo con 
fumetti e giochi ispirati alle serie televisive più conosciute e non mancheranno
le locandine originali di vecchi film che hanno creato il mito del West.