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I nomi indiani – Charles Eastman (1858-1939) Sioux Santee

I nomi indiani erano nomignoli caratteristici dati con spirito giocoso, oppure traevano origini delle gesta compiute o dalle circostanze della nascita o ancora avevano singificato religioso e simbolico. E’ stato detto che quando un bambino viene al mondo, certe fatalità o apparizioni insolite determinano il suo nome. A volte è così, ma questa non è la regola. Un uomo di forte carattere che si sia distinto in guerra porta di solito il nome del bufalo o dell’orso, del fulmine o di un’altra terrificante forza naturale.  Uno di indole più mite può chiamarsi Uccello Veloce o Cielo Azzurro.

Religione

La religione per i Nativi d’America era ed è molto importante.

“L’atteggiamento originario dell’indiano d’America verso il “Grande mistero” che ci circonda e ci avvolge era ed è tanto semplice quanto elevato. Il culto del ”Grande mistero” era silenzioso, solitario, scevro da ogni egoismo.

Era silenzioso, perché ogni parola è necessariamente debole e imperfetta; perciò le anime degli antenati si innalzavano in muta venerazione.

Lettera inviata nel 1855 al presidente degli Stati Uniti Franklin Pierse dal capo Sealth della tribù Duwanish

Il grande capo che Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra. Il grande capo ci manda anche espressioni di amicizia e di buona volontà. ciò è gentile da parte sua, poiché sappiamo che egli non ha bisogno della nostra amicizia in contraccambio. Ma noi consideriamo questa offerta perché sappiamo che se non venderemo, l’uomo bianco potrebbe venire con i fucile a prendere la nostra terra. Quello che dice capo indiano Seattle, il grande capo di Washington

Organizzazione sociale degli Oglala (Lakota)

Prima dell’arrivo dei bianchi i Lakota non avevano capi tribali.
I loro leader erano i personaggi più importanti dei gruppi totemici affini
e, a meno che fossero appoggiati da consistenti gruppi, non avevano
molta autorità all’interno della tribù.
Una famiglia aveva nomi che si rifacevano all’orso, altre al bisonte, altre
ancora all’anatra. Gli Oglala e gli altri Lakota hanno sempre affermato
che il sistema dei capi tribali e dei grandi capi non apparteneva alla loro
organizzazione, e che fu imposto dal governo degli Stati Uniti.

L’economia Primitiva

L’economia primitiva, come ogni economia, è destinata a soddisfare dei bisogni. Nel mondo indiano ogni unità di produzione, vale a dire una famiglia, non ha bisogno degli altri, per mantenersi, tranne nel periodo delle grandi cacce. La sua produzione non va oltre i suoi bisogni; in effetti l’indiano, allorché giudica che i suoi bisogni sono appagati, cessa ogni attività di produzione. L’indiano rispetta la natura e controlla l’ambiente in cui vive, non per accumulare beni che gli sarebbero inutili, ma per soddisfare i suoi bi-sogni.

Un’organizzazione esclusiva Cheyenne

La gilda femminile, un’organizzazione tribale che è specifica dei Cheyenne, venne formata prima della migrazione meridionale dei Cheyenne e dell’invasione americana dell’area delle Pianure. Un gruppo di donne si riuniva e formava una società con lo scopo di fare un certo lavoro in comune. Le donne erano molto selettive sugli standard di partecipazione e di capacità manuale a cui ci si attiene ancora religiosamente.

Cheyenne

I Cheyenne sono un popolo Nativo Nord Americano appartenente al ceppo linguistico Algonchino, insieme agli Arapaho, Blackfoot, Cree, Objibwa, Sauk, Shoshoni, Delavary, Moicani, e altri. Nome con il quale sono conosciuti oggi, deriva dalla parola Sioux iyena-sha (“rosso di lingua”, cioè, parlano un linguaggio incomprensibile). I Cheyenne chiamano se stessi tsitsistas. L’interpretazione di questa espressione non è chiara. Alcuni tendono a ravvicinare la traduzione come “coloro che appartengono a noi”, o “quelli che sono come noi”. Altri lo interpretano come “coloro che sono qui”.

Tsimshian

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popolo del Totem

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