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Storia degli Indiani d'America

Prima dell'arrivo dell'uomo bianco, l'America del Nord era in una situazione ecologica equilibrata. In pochi secoli le immense foreste all'est del Mississippi sono state distrutte, vallate e colline dissodate. La savana erbosa che si stendeva fino ai piedi delle Montagne Rocciose ha fatto posto a campi di mais e di grano. Certi mammiferi e certi uccelli sono progressivamente scomparsi'. Infine, l'uomo bianco ha tentato di sterminare "l'uomo rosso", che rappresentava un ostacolo a tutte queste distruzioni. L'indiano fu dunque il testimone dell'edificazione d'una società dominata da uno Stato potente. Questo Stato, a detta dei bianchi, serviva a organizzare e proteggere i membri della società. Ma l'indiano ha constatato che in realtà era solo fonte di autorità e oppressione. La società indiana, pur mancando di uno Stato, funzionava altrettanto bene di quella bianca. Uno dei valori principali della società dei bianchi era il lavoro, per ricercare o costruire tutte quelle "cose" rare e indispensabili alla vita dell'uomo bianco. .L'indiano d’America, desiderando poche cose, lavorava solo in funzione di esse. La sua società non era basata, come pensava la maggioranza dei bianchi, su un'economia di sussistenza, ossessionata dalla scarsezza. Prima dell'uomo bianco la selvaggina era abbondante, l'indiano ne uccideva abbastanza per soddisfare i suoi bisogni alimentari e di vestiario. Quando la terra veniva sfruttata dalle donne indiane, bastava spostarsi per trovare un altro suolo fertile'. Nella società bianca alcuni erano ricchi altri poveri, il negro ridotto in schiavitù e l'uomo rosso non esisteva. Presso gli indiani nessuno lavorava a servizio di qualcun altro; quando un bianco sposava una squaw poteva partecipare al Consiglio della tribù e vivere con essa come ogni altro indiano. Mentre i bianchi deridevano i suoi costumi e la sua religione, l'indiano accoglieva missionari e ne rispettava il credo. Mentre nessun indiano scappava dalla tribù per rifugiarsi dal bianco, questi andava spesso a convivere con lui. I bianchi erano comandati da un solo uomo che tutti temevano. L'indiano d’America invece seguiva il suo capo perché era un eccellente cacciatore e un uomo generoso, ma in caso di gravi problemi si riuniva il Consiglio della tribù e tutti potevano intervenire. Mai l'indiano s'imponeva agli altri con la forza o la violenza. L'indiano d’America assisteva alla crescita di una società e non aveva nessuna voglia di unirvisi, mentre i bianchi volevano forzarlo ad adottare il loro costume di vita, a diventare sedentario e a lavorare. Gli europei si sono comportati in Africa e in Asia esattamente come in America; hanno provocato il crollo e la scomparsa di numerose civiltà che ognuna a suo modo pos-sedeva un equilibrio da essi disprezzato, convinti come erano della superiorità della loro civilizzazione. Già da molti secoli l'occidente tende a distruggere nel mondo le radici stesse del pluralismo'. Per gli occidentali ogni società è tenuta a muoversi a tappe, per raggiungere la via del progresso e della civilizzazione di cui l'Europa e poi gli Stati Uniti incarnano il modello migliore. Vale a dire una società basata sul consumo, che porta allo sperpero più sfrenato delle risorse naturali. Una società dominata dall'autoritarismo e dalla repressione, ossessionata dall'ipervalorizzazione del lavoro e del progresso. Ma l'indiano non è più il Vanishing American, l'americano che va scomparendo; egli si manifesta, ritorna. L'indiano d’America sa che potrà sopravvivere in tale società solo se manterrà la sua cultura. L'indiano d’America lotta per acquisire l'autonomia culturale e conservare la sua struttura tribale. La tribù è in effetti non solo un insieme socio-economico, ma anche un sistema di relazioni e un universo religioso indispensabile alla fioritura della nuova cultura indiana. Resta da sapere se la tribù è in grado di funzionare in seno a una società di tipo industriale. Infine, e le recenti manifestazioni lo provano, gli indiani d’America sperano di formare un'unità politica che permetta loro di agire nella società bianca per ottenere, dopo molti secoli di etnocidio, il diritto di formare dei popoli, affinché queste civiltà non corrano più il rischio di scomparire.

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